La partecipazione culturale è un diritto di tutte le persone: lavoriamo per garantirlo
Siamo un’Associazione di professionisti e professioniste nata per promuovere l’accessibilità culturale nei teatri, nei festival, nei musei e in tutti i contesti culturali. Accompagniamo le realtà pubbliche e private nella progettazione e nello sviluppo di attività, spazi e contenuti accessibili. Pensiamo che la cultura sia un diritto di tutte le persone: l’accessibilità è lo strumento che usiamo per creare una società sempre più equa e integrante.
Ci occupiamo di accessibilità ad ampio raggio per permettere a tutte le persone di accedere al mondo della cultura, con particolare attenzione alle persone con disabilità sensoriale.
I nostri percorsi di formazione e affiancamento partono sempre dall’ascolto e dal dialogo con la realtà committente per comprenderne davvero le esigenze e occuparci di ogni aspetto con cura. Oltre al personale di Fedora, i nostri progetti coinvolgono anche esperte ed esperti di vari ambiti e persone con disabilità, per garantire competenze professionali ed esperienze eterogenee.
Organizziamo inoltre eventi e incontri aperti a tutte le persone: occasioni per avvicinarsi al mondo dell’accessibilità culturale e per affermare l’importanza di una partecipazione condivisa e diffusa.










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Perché Fedora?
Fedora è il nome di una delle città invisibili di Italo Calvino: quella ideale, che ciascuno di noi vorrebbe. Ed è per questo che ci chiamiamo così, come il luogo che contiene e accoglie tutte le versioni di sé, corrispondenti ai desideri e alle necessità di tutte le persone. È così che vorremmo che fosse la cultura: aperta, accessibile e plurale.
La nostra storia
All’origine di Fedora
Associazione Fedora viene fondata da Ginevra Bocconcelli e Valeria La Corte, organizzatrici e progettiste in ambito teatrale e culturale ed esperte dell’accessibilità della comunicazione e dei contenuti culturali; e da Luca Falbo, interprete LIS – lingua dei segni italiana, pedagogista e Disability Manager.
Nuove collaborazioni e nuovi orizzonti
Inizia la collaborazione con Mattia Airoldi, musicista, musicoterapeuta e sound designer, che amplia l’esperienza di Fedora soprattutto nell’indagine delle potenzialità del suono e della musica.
Persone e traguardi importanti
Fedora si allarga nuovamente con l’arrivo di Marta Maggioni, organizzatrice teatrale appassionata di numeri, e Viviana Merola, audiodescrittrice e coordinatrice di progetti di formazione sull’accessibilità.
Nello stesso anno, Fedora entra a far parte della Consulta Cittadina Per Le Persone Con Disabilità del Comune di Milano.
Riconoscimento da parte del Ministero della Cultura
La Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura ha concesso a Fedora il contributo del Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo – settore Teatro – sull’articolo 45 Azioni trasversali – Promozione del pubblico per il triennio 2025/27. Un segnale importante di riconoscimento del lavoro di Fedora nel settore delle arti performative.
Una crescita continua
Continuiamo il nostro lavoro con impegno ed entusiasmo: affianchiamo realtà grandi e piccole, formiamo nuove figure professionali, sviluppiamo progetti e strumenti per promuovere un approccio nuovo all’accessibilità culturale. E ci aggiorniamo, sui modi, i metodi e le soluzioni possibili, per far sì che la cultura – quella degli spettacoli dal vivo, delle mostre d’arte e in qualunque altra forma – sia sempre un’esperienza senza barriere, di nessun tipo.
Cos’è l’accessibilità per noi
Garantendo l’accessibilità ai luoghi, ai contenuti e ai prodotti culturali si assicura il diritto di tutte e tutti di prendere parte alla vita sociale e culturale. Ecco perché, per noi, accessibile non è solo sinonimo di fruibile, ma significa anche:
- Autonomia, che accresce le possibilità di autodeterminazione delle persone;
- Facilitazione alla partecipazione, alla comprensione, allo sviluppo di una capacità critica nei confronti della cultura;
- Potenziamento delle capacità di fruizione in autonomia delle persone, ma anche delle buone prassi delle organizzazioni culturali;
- Responsabilità collettiva, perché l’accessibilità riguarda tutte le persone e l’intera società, che crea contesti disabilitanti;
- Opportunità di identificare strategie e soluzioni, progettuali e culturali, nuove e innovative;
- Innovazione grazie a nuove modalità di progettazione, produzione e organizzazione che generano un cambiamento positivo.
Le nostre scelte linguistiche
Fedora ha scelto di usare un linguaggio ampio per i propri canali di comunicazione per creare luoghi fisici e virtuali dove tutte le persone possano sentirsi accolte, rappresentate, benvenute e valorizzate. Fedora è sensibile alle istanze appartenenti alle persone con disabilità e se ne fa portavoce. Il nostro approccio linguistico prevede dunque la convivenza del person-first language e dell’identity-first language.
Il person-first language pone l’attenzione prima sulla persona e poi, come sua caratteristica, sulla disabilità. “Persone con disabilità” è una formula in linea con questo approccio, che rispetta l’umanità delle soggettività nominate. Anche noi ricorriamo a questo termine, adottato dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e indicato dal National Center on Disability and Journalism.
Ma diciamo anche “persone disabili”, perché usato da persone, da attivisti e attiviste che si riconoscono in questa dicitura. La parola “disabile” si libera così dai connotati discriminatori che la società le ha dato e viene mostrata con orgoglio, al pari di qualsiasi altra caratteristica, per rivendicare lo stato politico di minoranza oppressa.
Fedora si interroga sul linguaggio anche rispetto alle questioni di genere. Pur riconoscendo l’importanza di sopperire alla mancanza della forma neutra in italiano, sceglie l’utilizzo simultaneo del maschile e del femminile per questioni di accessibilità: simboli come ə, *, u, @, _ possono compromettere la leggibilità per diverse persone e per gli strumenti di sintesi vocale. Rimane una riflessione aperta, su cui continueremo a interrogarci seguendo gli sviluppi del dibattito collettivo.
Ci presentiamo
Organizzazione e trasparenza
Cosa possiamo fare insieme
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Siamo sempre alla ricerca di professionisti e professioniste con cui collaborare per ampliare la nostra squadra e aumentare le opportunità di accesso al mondo della cultura per le persone con disabilità.
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