A volte capita che, nella concitazione del lavoro, si trascuri qualcosa: qualche attività o progetto, oppure qualche materiale di comunicazione. Nel nostro caso, dopo anni di onorato servizio, era l’immagine coordinata a patire un po’ del passaggio del tempo. Non più aggiornata e dunque distante da ciò che nel frattempo siamo diventati, non ci rappresentava più. Ecco perché a settembre dell’anno scorso abbiamo iniziato un lavoro di ristrutturazione della nostra identità visiva – fatta di logo, elementi grafici e parole – e del nostro sito, per dare all’Associazione veste e contenuti nuovi.
Il punto di partenza
Per farlo, abbiamo innanzitutto messo a fuoco cosa non ci convinceva più della nostra immagine e cosa, invece, avremmo voluto mantenere. Così, ad esempio, abbiamo capito che ciò che facciamo non era sempre chiaro; che c’erano servizi poco valorizzati e altri che avremmo preferito evidenziare meno. D’altra parte, però, il nostro nome e i nostri principi restavano tali, e anche il segno grafico del punto e virgola – simbolo di un percorso che continua nel tempo – era ancora attuale.
Tutte considerazioni condivise con i professionisti e le professioniste che ci hanno affiancato in questa piccola grande impresa, che oggi trova compimento in un nuovo descrittore (il payoff, in gergo), in un nuovo marchio e in un sito completamente rivisto.
L’evoluzione del logo e dell’immagine coordinata
Il primo oggetto di questa revisione profonda è stato il payoff: da “C’è sempre qualcosa da aggiungere” ad “Accessibile per cultura”. Una formula più esplicita ed efficace del nostro lavoro e dei nostri obiettivi futuri: rendere la cultura un posto davvero accessibile per tutte le persone e, allo stesso tempo, diffondere la cultura dell’accessibilità anche fuori dai contesti istituzionali classici.
La tipografia del descrittore e del logo (TT Commons Pro) è stata scelta per la sua elevata leggibilità, con un innesto grafico che eredita il concetto di punto e virgola della precedente identità. In questo caso, infatti, la punteggiatura viene ospitata all’interno del marchio ma “spezzata” in due per enfatizzare ancora di più il suo significato. Il punto fermo diventa virgola: l’accessibilità per noi non è un traguardo fisso da raggiungere, ma un percorso in continua evoluzione. La trasformazione dal punto alla virgola è dunque la metafora di quello che facciamo ogni giorno: aprire al cambiamento anche situazioni che sembravano concluse, per coinvolgere sempre più persone nella fruizione di spettacoli dal vivo, mostre e iniziative culturali in genere.
Il nuovo sito: la casa virtuale di Fedora
Anche il sito ha seguito gli stessi principi individuati in fase di analisi, a partire dalla linea grafica e dai testi. L’immagine scelta per la testata della homepage (una bella poltrona da teatro in mezzo al mare, metafora di un’impresa impossibile che diventa possibile) racconta di un mondo accogliente e ampio, con infinite opportunità di interpretazione, anche inedite e imprevedibili. Una decontestualizzazione poetica e un po’ surreale, che mostra le potenzialità di una cultura aperta grazie a un’accessibilità diffusa.
Completamente rivisitato anche il resto del sito, sia nell’organizzazione delle pagine, che nei contenuti. In questa nuova versione abbiamo cercato di dare più spazio – e dunque dignità – alla narrazione di ciò che facciamo, ma sempre attraverso un linguaggio semplice e accessibile. Più in generale, abbiamo voluto un sito facile da navigare e aderente alle linee guida sull’accessibilità digitale: struttura, dimensioni e forme sono state impostate su questa base per restituire, anche su questo canale, la nostra filosofia di lavoro.
Oggi siamo orgogliosi e orgogliose di aggiungere questo tassello al nostro percorso di crescita e speriamo che possa accompagnarci per molto tempo!
Ringraziamenti e credits
Ringraziamo le realtà e i professionisti e le professioniste che ci hanno aiutato in questo progetto:
- Studio Talea, identità visiva e sito;
- Giulia Zamboni, payoff e contenuti;
- Antonio Lacatena, ottimizzazione SEO;
- Yeah! impresa sociale, accessibilità del sito;
- Giulia Biral, traduzione in inglese.
Con il contributo di