Ideazione e resa accessibile dello spettacolo “FORESTO” insieme a Babilonia Teatri.
Da dove siamo partiti
Siamo partiti da una prima call tra noi di Fedora e la compagnia Babilonia Teatri, durante la quale è emersa l’intenzione di sviluppare e costruire uno spettacolo accessibile, coinvolgendo un performer o una performer sorda. La scelta è ricaduta su Daniel Bongioanni.
Fin dall’inizio è stato chiaro che l’accessibilità non sarebbe stata un elemento aggiuntivo, ma strutturale del processo creativo.
“Foresto” è uno spettacolo costruito a partire da un testo che ha attraversato molte trasformazioni linguistiche: dall’originale in francese, alla traduzione in italiano, poi in dialetto veronese, fino alla traduzione in LIS – lingua dei segni italiana.
Questa complessità ha reso necessario un lavoro approfondito di comprensione, condivisione e ridefinizione dei significati.
Cosa abbiamo fatto
Il percorso di lavoro ha previsto diversi momenti di confronto con Babilonia Teatri, Daniel Bongioanni e un interprete LIS.
Questa fase è servita sia per affrontare gli aspetti linguistici, sia per chiarire gli obiettivi artistici e registici dello spettacolo, permettendo a Daniel di entrare pienamente nel processo creativo.
Fedora ha seguito il progetto sin dall’inizio, con il compito di individuare e sviluppare gli elementi necessari a rendere lo spettacolo accessibile anche a un pubblico con disabilità.
Le azioni sviluppate:
- Fedora ha curato la sovratitolazione, lavorando sulla semplificazione del testo senza comprometterne il significato, con l’obiettivo di renderlo più comprensibile;
- Valeria Raimondi di Babilonia Teatri ha realizzato le audiodescrizioni, pensate come interventi puntuali all’interno dello spettacolo, occupandosi anche della messa in voce;
- il lavoro con Daniel Bonogioanni ha riguardato sia la traduzione in LIS – Lingua dei segni italiana, sia la messa in scena, con una particolare attenzione alla scelta di segni chiari e leggibili anche per chi non conosce la LIS;
- un’attenzione specifica è stata dedicata alla musica dal vivo. Giovanni Frison, musicista presente in scena, ha collaborato alla definizione di soluzioni sonore che permettessero a Daniel di percepire la musica attraverso le vibrazioni, scegliendo tonalità e frequenze compatibili anche con Daniel;
- in collaborazione con il light designer Luca Scotton sono state individuate soluzioni capaci di garantire, da un lato, una costante visibilità e un’adeguata illuminazione di Daniel, così da preservare la piena leggibilità dei segni per il pubblico sordo, e dall’altro di rimanere coerenti con gli obiettivi artistici e registici;
- i due performer in scena, Enrico Castellani e Daniel Bongioanni, pur utilizzando lingue e linguaggi diversi, hanno costruito un dialogo efficace attraverso un lavoro di osservazione e ascolto reciproco.
A supporto di questo è stato progettato un sistema tecnico che consente a Daniel di seguire il testo tramite un monitor in scena, collegato alle slide dei sovratitoli lanciate da Enrico.
Inoltre, sono stati realizzati i materiali di comunicazione e promozione dello spettacolo accessibili in italiano, tra cui:
- presentazione dello spettacolo in Braille;
- presentazione dello spettacolo in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa);
- presentazione dello spettacolo in linguaggio facile;
- presentazione dello spettacolo a caratteri ingranditi;
- audio introduzione dello spettacolo;
- video di presentazione in LIS.
Tutti questi materiali accompagnano lo spettacolo anche in tournée e vengono messi a disposizione dei teatri ospitanti.
Risultato: produzione di uno spettacolo accessibile
Il risultato è uno spettacolo che dimostra come un lavoro sull’accessibilità, se pensato fin dall’inizio e condiviso con tutti i soggetti coinvolti, possa rafforzare la qualità artistica del progetto e aprire nuove possibilità di relazione tra scena e pubblico.