FORESTO

Foto di scena dello spettacolo Foresto. In primo piano, Daniel Bongioanni, un ragazzo con i capelli castani, occhi marroni, indossa una maglietta blu, che è intento a recitare. Sullo sfondo uno schermo che riporta i sottotitoli dello spettacolo. Foto di Elisa Vettori.

Ideazione e resa accessibile dello spettacolo “FORESTO” insieme a Babilonia Teatri.

Anno:
2025
Un progetto di:
Fedora
Realizzato per:
Babilonia Teatri

Da dove siamo partiti

Siamo partiti da una prima call tra noi di Fedora e la compagnia Babilonia Teatri, durante la quale è emersa l’intenzione di sviluppare e costruire uno spettacolo accessibile, coinvolgendo un performer o una performer sorda. La scelta è ricaduta su Daniel Bongioanni.

Fin dall’inizio è stato chiaro che l’accessibilità non sarebbe stata un elemento aggiuntivo, ma strutturale del processo creativo.

“Foresto” è uno spettacolo costruito a partire da un testo che ha attraversato molte trasformazioni linguistiche: dall’originale in francese, alla traduzione in italiano, poi in dialetto veronese, fino alla traduzione in LIS – lingua dei segni italiana.
Questa complessità ha reso necessario un lavoro approfondito di comprensione, condivisione e ridefinizione dei significati.

Foto di scena dello spettacolo Foresto. Sulla sinistra Daniel Bongioanni, un ragazzo con i capelli castani, occhi marroni, indossa una maglietta blu, dei jeans azzurri e delle scarpe blu, che è intento a recitare. Sullo sfondo uno schermo che riporta i sottotitoli dello spettacolo. A destra Enrico Castellani, un uomo in piedi nel buio, che parla dentro un microfono. Foto di Giulia Lenzi.

Cosa abbiamo fatto

Il percorso di lavoro ha previsto diversi momenti di confronto con Babilonia Teatri, Daniel Bongioanni e un interprete LIS.
Questa fase è servita sia per affrontare gli aspetti linguistici, sia per chiarire gli obiettivi artistici e registici dello spettacolo, permettendo a Daniel di entrare pienamente nel processo creativo.

Fedora ha seguito il progetto sin dall’inizio, con il compito di individuare e sviluppare gli elementi necessari a rendere lo spettacolo accessibile anche a un pubblico con disabilità.

Le azioni sviluppate:

  • Fedora ha curato la sovratitolazione, lavorando sulla semplificazione del testo senza comprometterne il significato, con l’obiettivo di renderlo più comprensibile;
  • Valeria Raimondi di Babilonia Teatri ha realizzato le audiodescrizioni, pensate come interventi puntuali all’interno dello spettacolo, occupandosi anche della messa in voce;
  • il lavoro con Daniel Bonogioanni ha riguardato sia la traduzione in LIS – Lingua dei segni italiana, sia la messa in scena, con una particolare attenzione alla scelta di segni chiari e leggibili anche per chi non conosce la LIS;
  • un’attenzione specifica è stata dedicata alla musica dal vivo. Giovanni Frison, musicista presente in scena, ha collaborato alla definizione di soluzioni sonore che permettessero a Daniel di percepire la musica attraverso le vibrazioni, scegliendo tonalità e frequenze compatibili anche con Daniel;
  • in collaborazione con il light designer Luca Scotton sono state individuate soluzioni capaci di garantire, da un lato, una costante visibilità e un’adeguata illuminazione di Daniel, così da preservare la piena leggibilità dei segni per il pubblico sordo, e dall’altro di rimanere coerenti con gli obiettivi artistici e registici;
  • i due performer in scena, Enrico Castellani e Daniel Bongioanni, pur utilizzando lingue e linguaggi diversi, hanno costruito un dialogo efficace attraverso un lavoro di osservazione e ascolto reciproco.
    A supporto di questo è stato progettato un sistema tecnico che consente a Daniel di seguire il testo tramite un monitor in scena, collegato alle slide dei sovratitoli lanciate da Enrico.

Inoltre, sono stati realizzati i materiali di comunicazione e promozione dello spettacolo accessibili in italiano, tra cui:

  • presentazione dello spettacolo in Braille;
  • presentazione dello spettacolo in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa);
  • presentazione dello spettacolo in linguaggio facile;
  • presentazione dello spettacolo a caratteri ingranditi;
  • audio introduzione dello spettacolo;
  • video di presentazione in LIS.

Tutti questi materiali accompagnano lo spettacolo anche in tournée e vengono messi a disposizione dei teatri ospitanti.

Risultato: produzione di uno spettacolo accessibile

Il risultato è uno spettacolo che dimostra come un lavoro sull’accessibilità, se pensato fin dall’inizio e condiviso con tutti i soggetti coinvolti, possa rafforzare la qualità artistica del progetto e aprire nuove possibilità di relazione tra scena e pubblico.

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