Un percorso di formazione dedicato al personale del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa e una mappatura degli spazi interni ed esterni del teatro.
Da dove siamo partiti
Una delle prime barriere che ostacola la partecipazione e la fruizione del contesto culturale da parte delle persone con disabilità è la limitata conoscenza, da parte delle istituzioni e di operatrici e operatori, delle possibilità offerte dall’accessibilità.
Tutto questo rende spesso invisibili le barriere – non solo fisiche, ma anche organizzative, comunicative e culturali – che le persone con disabilità incontrano nel vivere l’esperienza dello spettacolo dal vivo, sia come pubblico sia come professioniste e professionisti del settore.
Da questo, nel più ampio contesto del progetto Piccolo Aperto, il percorso strutturato sull’accessibilità del Piccolo Teatro di Milano, realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano, è nata l’esigenza di attivare un percorso di formazione capace di fornire strumenti, linguaggi e riferimenti comuni per affrontare l’accessibilità come parte integrante della missione culturale del teatro.
Cosa abbiamo fatto
Il percorso di formazione ha inquadrato il tema dell’accessibilità nella sua complessità, alternando momenti di approfondimento teorico a esercitazioni pratiche.
La formazione è stata suddivisa in:
un primo incontro dedicato al concetto di accessibilità, finalizzato a costruire una base comune di conoscenze e ad avviare una riflessione sulla rappresentazione della disabilità nel contesto dello spettacolo dal vivo;
- due incontri dedicati all’analisi delle principali barriere che limitano la partecipazione del pubblico con disabilità, insieme a strategie, strumenti e buone pratiche nazionali e internazionali per superarle.
Una parte del lavoro è stata dedicata all’auto analisi del contesto del teatro, anche grazie all’utilizzo di “TECLA – il gioco! A che punto siamo con l’accessibilità?”; - due incontri sul tema della comunicazione, con un’analisi del linguaggio e degli strumenti utili a costruire una comunicazione più accessibile. Le attività pratiche hanno previsto la mappatura delle barriere comunicative, online e offline, e l’individuazione di possibili soluzioni;
tre incontri di approfondimento, condotti con il coinvolgimento di persone esterne:
- un incontro dedicato al tema della cecità e ipovisione, insieme a Rosa Garofalo di ANS;
- un incontro dedicato al tema della sordità (con un focus sulle persone sorde oraliste), insieme a Chiara Pennetta;
- un incontro dedicato al tema della sordità (con un focus sulle persone sorde segnanti), insieme a Matteo Pedrazzi.
Parallelamente, Fedora ha realizzato una mappatura completa delle tre sedi del Piccolo Teatro (Teatro Strehler, Teatro Grassi, Teatro Studio Melato), descrivendone gli spazi interni ed esterni, al fine di realizzare un documento dettagliato su facilitazioni e barriere presenti, utile alle spettatrici e agli spettatori per orientarsi durante la loro esperienza teatrale.



Risultato: un Teatro d’Arte davvero per tutte le persone
Nel contesto del progetto Piccolo Aperto, la collaborazione con Fedora ha permesso di rafforzare ulteriormente le competenze interne del teatro e di sviluppare maggiore consapevolezza rispetto all’accessibilità come elemento strutturale dell’esperienza teatrale.
La formazione ha rappresentato il primo passo per favorire il cambiamento e promuovere l’accessibilità come attitudine condivisa da lavoratrici e lavoratori del teatro, e ha posto inoltre le basi per la costituzione di un team interno dedicato, composto da rappresentanti dei diversi dipartimenti e uffici coinvolti nella formazione.
Audiodescrizioni, touch tour, sovratitoli, mappe tattili, traduzioni in LIS, materiali semplificati e un sito web accessibile sono solo alcune delle tappe di un itinerario in continua evoluzione che il Piccolo sta affrontando.