FREMITI

Foto scattata durante il laboratorio sonoro. In primo piano, una signora tocca la foglia sulla quale è appena stato incollato un elettrodo per estrapolarne il suono. Sullo sfondo, una partecipante intenta a parlare.

Un progetto biennale di valorizzazione del patrimonio storico e ambientale di Cascina Sant’Ambrogio a Milano.

Anno:
2025 e 2026
Un progetto di:
CasciNet
Realizzato:
grazie al contributo di Ministero della Cultura - bando Laboratorio Creatività Contemporanea
In partenariato con:
PAT - Passi Teatrali APS, Fedora, BePart

Da dove siamo partiti

CasciNet è un’Associazione di Promozione Sociale senza scopo di lucro nata nel 2012. L’associazione è costituita da persone che condividono l’obiettivo di rendere Cascina Sant’Ambrogio un luogo di cultura, agricoltura ed economia cittadina accessibile a tutti e tutte.

Il progetto “Fremiti” nasce grazie al bando “Laboratorio Creatività Contemporanea” promosso dal Ministero della Cultura.
CasciNet, in qualità di capofila, è affiancato da tre partner: Fedora, BePart e PAT – Passi Teatrali APS. Si tratta di un progetto biennale, attivo nel periodo 2025-2026, che si inserisce nell’ambito dell’innovazione della qualità artistica e culturale di CasciNet. 

L’obiettivo principale è la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale di Cascina Sant’Ambrogio (CasciNet), attraverso il coinvolgimento di diverse espressioni artistiche. Oltre a questo, vi è la volontà di promuovere una cultura partecipata e accessibile a un pubblico ampio e diversificato, rivolto anche a studentesse e studenti e a persone con disabilità del territorio. 

In questo contesto, Fedora è stata chiamata a coordinare l’accessibilità delle diverse fasi del progetto e a progettare un’attività laboratoriale specifica. 

Il progetto culminerà nel giugno del 2026 con l’attività “Fremiti d’estate 2026”, che comprenderà:

  • lo spettacolo immersivo “Il bosco dei sogni”, ispirato a “Sogno d’una notte di mezza estate” di Shakespeare a cura di PAT – Passi Teatrali APS;
  • due installazioni artistiche a cura di Be Part.
Foto notturna scattata a CasciNet. Sei persone sono raccolte in cerchio attorno a una lampada, sorretta dalla ragazza in primo piano.

Cosa abbiamo fatto

Il progetto è iniziato con una fase di co-progettazione, che ha previsto un primo momento di confronto in presenza tra Fedora e le altre realtà coinvolte (CasciNet, PAT – Passi Teatrali APS e Be Part). 
Abbiamo osservato gli sviluppi delle attività mentre prendevano forma, per individuare criticità legate all’accessibilità e intervenire tempestivamente con suggerimenti, adattamenti o azioni integrative.

Questo ha permesso di iniziare a integrare l’accessibilità nei contenuti e nei laboratori fin dalla loro ideazione, rendendo gli interventi più efficaci e sostenibili.

Il progetto ha preso forma attraverso lo sviluppo delle diverse attività culturali, articolate nei tre momenti di Fremiti. 

Fremiti di primavera (10 maggio 2025):

  • il progetto è stato presentato pubblicamente attraverso una conferenza stampa, resa accessibile da Fedora grazie alla presenza di sovratitoli in diretta e di un interprete LIS;
  • è stato organizzato un aperisegno, momento di gioco per sensibilizzare la comunità sull’utilizzo della lingua dei segni italiana (LIS);
  • PAT- Passi Teatrali APS ha messo in scena un primo studio dello spettacolo “Sogno di una cascina di mezza estate” ispirato a “Sogno d’una notte di mezza estate” di Shakespeare, ambientato nel bosco. Lo spettacolo è stato reso accessibile grazie alla presenza di un interprete LIS.

Fremiti d’estate (21 e 22 giugno 2025).
In occasione della presentazione dell’installazione “Utoplanet CasciNet” a cura di Be Part, realizzata da Gianluca Abbate, Fedora ha lavorato sull’accessibilità dei contenuti:

  • le immagini dell’installazione, proiettate su uno schermo, sono state affiancate da un video in LIS che traduceva voci e suoni, permettendo una fruizione più accessibile;
  • sono state realizzate 3 audiodescrizioni con la voce dell’artista – Gianluca Abbate – che hanno aiutato il pubblico cieco ad avvicinarsi all’opera.

Fremiti d’autunno (4 e 5 ottobre).
In questa fase ci sono stati dei laboratori a cura di PAT – Passi Teatrali e un laboratorio di esplorazione sonora a cura di Mattia Airoldi, musicoterapeuta di Fedora.
Il laboratorio “Suono di una notte di mezza estate” si inserisce nel percorso di ricerca per la realizzazione della colonna sonora accessibile dello spettacolo “Il bosco dei sogni”, ispirato a “Sogno d’una notte di mezza estate” di Shakespeare, in scena a giugno 2026.

Il laboratorio si è articolato in quattro fasi:

  • un sopralluogo degli spazi, svolto insieme a PAT- Passi Teatrali, in modo da integrare al meglio i suoni con la visione del regista dello spettacolo;
  • un’esperienza con pedane sensoriali, in cui i partecipanti hanno lavorato sulla percezione vibrazionale e sull’ascolto emotivo;
  • una soundwalk negli orti e nella food forest di CasciNet, durante la quale i partecipanti hanno esplorato e ascoltato l’ambiente anche grazie all’utilizzo del dispositivo Biotron di Playtronica, che consente di “far suonare le piante”;
  • i partecipanti hanno esplorato i suoni di alcuni materiali di recupero (come bottiglie, sassolini, sabbia, bastoni, tappi…). Hanno scelto delle sequenze e sono state poi registrate.

I materiali sonori raccolti sono stati successivamente riascoltati attraverso le pedane sensoriali.

Il laboratorio è stato reso accessibile grazie alla presenza di un intereprete LIS. Anche una persona sorda ha preso parte al laboratorio.

Per tutte le attività del progetto, Fedora si è inoltre occupata dello sviluppo dei materiali di comunicazione accessibile:

  • video in LIS di promozione per ogni evento;
  • comunicazione delle attività e del progetto attraverso i canali di Fedora (social e newsletter).

Risultato: capacitazione ed empowerment

Il percorso ha permesso di integrare l’accessibilità fin dalla fase di progettazione, rendendo le attività culturali fruibili grazie a interpreti LIS, sovratitoli in diretta, audiodescrizioni e video di promozione in LIS. Questo ha permesso di coinvolgere un pubblico più ampio e promuovere una cultura partecipata

Il laboratorio di esplorazione sonora ha prodotto materiali utili alla ricerca artistica ed è stato reso accessibile a persone sorde.

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